La banana e il prezzo giusto.

Ci piace ogni tanto lanciare dei piccoli approfondimenti su alcuni prodotti che abbiamo nei nostri ordini o in bottega.  Oggi prendiamo spunto da una “critica” , seppur non cattiva, che ci è stata rivolta qualche giorno fa sul prezzo delle Banane (€ 3,40/kg – Febbraio 2022).

Di prima risposta è facile per noi giustificare il prezzo con il bollino Fair Trade che riportano, ma nello specifico è importante sapere cosa garantisce questa certificazione nel mercato delle Banane! Proviamo a spiegarlo brevemente anche se il discorso tanto breve non lo è visto che:

  • l’export totale nel mondo vale più di 7 Miliardi di dollari  all’anno
  • sono coinvolti nella filiera più di 450 Milioni di persone nel mondo

In molti dei mercati di distribuzione al dettaglio, dopo l’aumento dei costi delle materie prime e dei trasporti nel periodo post- Covid19, non risulta un corrispondente aumento di prezzo.

Tale fenomeno cela probabilmente un effetto di schiacciamento verso i produttori e ha preoccupato notevolmente i governi di sette Paesi che si sono incontrati per discutere il problema.

Ecuador, Colombia, Panama, Guatemala, Costa Rica, Rep. Dominicana e Honduras – si sono dunque uniti per reagire pubblicamente diffondendo la scorsa settimana un comunicato congiunto che richiede responsabilità sociale condivisa lungo la filiera delle banane per arginare il problema del sottocosto.

Negli ultimi anni, molti retailer europei avevano preso degli impegni importanti a favore di un reddito e un salario più dignitoso nella filiera della banana, ma alle prime avvisaglie di aumento dei prezzi hanno abbandonato le comunità produttive di riferimento per cercare altre soluzioni senza lasciare il tempo ai produttori di adeguarsi al cambiamento.

Oggi dunque il discorso è cambiato e molto e spesso i rivenditori non offrono neanche il prezzo minimo necessario a coprire i costi costringendo i produttori a vendere una banana ad un prezzo inferiore al costo di produzione. Tutto ciò, di riflesso, compromette la capacità dei contadini di mantenere delle buone condizioni di vita per loro stessi e le loro famiglie, diminuisce la possibilità di investire in modo sostenibile nelle piantagioni e minaccia l’occupazione e le condizioni di lavoro di migliaia di addetti nelle regioni di coltivazione delle banane, dove le alternative di impiego sono molto limitate.

Senza retailer che si impegnano a dare coerenza tra i propri obiettivi sociali e ambientali e le pratiche economiche, i produttori continueranno a dover sostenere costi troppo pesanti: perdita di lavoro, condizioni di vita peggiorate, aumento dell’impiego di manodopera informale e occasionale, condizioni di lavoro non sicure e calo di investimenti nelle pratiche sostenibili.

La sostenibilità ambientale è un altro tema critico visto che i frutti che finiscono sui mercati più diffusi sono infatti ottenuti a partire da pochissime varietà e tale fenomeno, nel tempo, sta distruggendo la biodiversità di una pianta che, essendo diffusa in una estesa porzione del nostro Pianeta, poteva vantare una differenziazione genetica molto ampia ma è finita oggi a contare poche varietà coltivate dalla maggior parte dei produttori.

Perché dunque da CooCò scegliamo banane a marchio Fair Trade?

Perchè Fair Trade si impegna da 25 anni nella commercializzazione delle banane e perchè oggi grazie a loro ci sono più di 250 organizzazioni di piccoli produttori e piantagioni in 16 paesi, con più di 36.000 piccoli produttori agricoli e lavoratori ai quali Fair Trade chiede maggiore giustizia sociale nel commercio internazionale nonché un reddito e un salario più dignitoso per i lavoratori e un impegno per sostenere le pratiche sostenibili come la variabilità genetica e tecniche di coltivazione biologica e organico rigenerativa.

Ecco dunque spiegato dove finisce la differenze di costo che molti di voi (che ringraziamo) sono disposti a pagare!